REGIME D'IMPEGNO

Informazioni generali

riferimenti normativi:

  • D.P.R. 11/07/1980, n. 382
  • Legge 04/11/2005, n. 230
  • Legge 30/12/2010, n.240


fonti regolamentari:

  • Regolamento Didattico di Ateneo

 L’impegno dei professori universitari di ruolo può essere a tempo pieno o a tempo definito ai sensi dell'art.11 D.P.R. 382/80.

In base al combinato disposto dell'art.10 D.P.R. 382/80 e dell'art.1, co.16, L.230/2005:

  • il tempo pieno implica un impegno didattico annuo di almeno 350 ore, di cui almeno 120 di didattica frontale;
  • il tempo definito un impegno didattico annuo di almeno 250 ore, di cui almeno 80 di didattica frontale.

Per didattica frontale è da intendersi la lezione ex cathedra.

I termini e le modalità dell'opzione sono indicati annualmente in  apposita circolare  rettorale.

  • La scelta, che impegna il docente per almeno un biennio, va esercitata dai professori di ruolo all'atto della nomina o dai professori già in servizio almeno 6 mesi prima dell'inizio dell'anno accademico successivo (30 aprile termine perentorio); scaduto il termine, la domanda di opzione non può più essere presentata.
  • Il docente che non manifesta alcuna volontà di regime di impegno, tacitamente conferma il regime in godimento.L'opzione coincide con l'inizio dell'anno accademico.
  • I docenti in aspettativa obbligatoria e in aspettativa per la direzione di istituti e laboratori extrauniversitari di ricerca mantengono il regime di impegno per cui hanno optato in precedenza agli effetti della determinazione del trattamento di quiescenza e delle relative incompatibilità, ma possono esercitare una nuova opzione al termine del periodo di aspettativa che ha effetto dall'a.a. successivo.
  • I nominativi dei docenti che hanno optato per il regime d'impegno a tempo pieno vengono comunicati all'ordine professionale al cui albo risultano iscritti, al fine della loro inclusione in un elenco speciale.

 

Nell’ambito del monte ore previsto per ciascun tipo di impegno, (I e II fascia), i Consigli delle strutture didattiche stabiliscono l'impegno dei docenti in relazione alle tipologie didattiche indicate dagli specifici ordinamenti, nel rispetto delle norme vigenti in materia di stato giuridico dei docenti.

Ciascun docente, a prescindere dal regime d'impegno prescelto, deve tenere per ogni corso un registro nel quale annotare, giorno per giorno, l'argomento della lezione o dell'esercitazione svolta. I registri in parola sono ostensibili ad ogni richiesta del Preside di Facoltà o del Rettore e vanno consegnati, al termine dell'anno accademico, al Preside della Facoltà che provvederà alla conservazione degli stessi dandone comunicazione all'Amministrazione in caso di inadempimenti. (art. 16 del Regolamento Didattico di Ateneo, emanato con D.R. n. 3676 del 13/07/2001 e successive modificazioni ed integrazioni).

Attività compatibili e incompatibili con il regime di impegno prescelto

riferimenti normativi:

  • D.P.R. 10/01/1957, n. 3
  • D.P.R. 11/07/1980, n. 382
  • D.L.vo 30/03/2001, n. 165
  • Legge 30/12/2010, n.240


A) Per il professore universitario, quale dipendente pubblico ed a prescindere, quindi, dal regime di impegno scelto, vigono dei divieti assoluti in relazione a determinate attività. In particolare:

  • è vietato esercitare il commercio, l'industria, o altra professione o assumere impieghi alle dipendenze di privati (art. 60 del D.P.R. n. 3/57, testo unico degli impiegati civili dello Stato)
  • è vietato, altresì, l'assunzione di cariche in società costituite a fini di lucro, ad esclusione dei casi in cui si ricoprano cariche in Società o Enti per le quali la nomina è riservata allo Stato e sia all'uopo intervenuta la prescritta autorizzazione (art. 60 del D.P.R. n. 3/57, testo unico degli impiegati civili dello Stato).
  • è vietato a tutti i docenti universitari di svolgere qualunque attività di collaborazione o di consulenza a favore di società o enti che prestino agli studenti servizi a pagamento di preparazione degli esami universitari, di assistenza per la redazione di tesi e progetti di tutorato, in quanto tali attività rientrano nei compiti istituzionali dei docenti universitari (art. 53, co.5, D.L.vo 165/2001).


B) La normativa prevede poi delle attività incompatibili relative in connessione al regime d’impegno prescelto.

  • Il regime di impegno a tempo definito (art.11 co.4 D.P.R. 382/80):
    - è incompatibile con le funzioni di Rettore, Preside, membro elettivo del Consiglio di Amministrazione, direttore di dipartimento e dei corsi di dottorato; tali incompatibilità operano al momento dell'assunzione di una delle funzioni ivi previste, con il contestuale automatico passaggio al regime di impegno a tempo pieno; a tal fine, è necessario che l'interessato, all'atto della presentazione della propria candidatura, produca una preventiva dichiarazione di opzione per il regime di impegno a tempo pieno in caso di nomina;
    -  è compatibile con lo svolgimento di attività professionali e di consulenza anche continuative esterne e con l'assunzione di incarichi retribuiti.

 

  • Il regime di impegno a tempo pieno (art.11 co.5 D.P.R. 382/80):
    - è incompatibile con lo svolgimento di qualsiasi attività professionale e di consulenza  esterna e con l'assunzione di qualsiasi incarico retribuito (salvo quanto previsto dal vigente Regolamento di Ateneo sugli incarichi retribuiti esterni); sono fatte salve, previa autorizzazione, le perizie giudiziarie e la partecipazione a organi di consulenza tecnico-scientifica dello Stato, degli enti pubblici territoriali e degli enti di ricerca, nonchè le attività, comunque svolte per conto di amministrazioni dello stato, enti pubblici e organismi a prevalente partecipazione statale purché prestate in quanto esperti nel proprio campo disciplinare e compatibilmente con l'assolvimento dei propri compiti istituzionali;
    • è compatibile con lo svolgimento di attività scientifiche e pubblicistiche, espletate al di fuori di compiti istituzionali, nonché con lo svolgimento di attività didattiche, comprese quelle di partecipazione a corsi di aggiornamento professionale, di istruzione permanente e ricorrente svolte in concorso con enti pubblici, purché tali attività non corrispondano ad alcun esercizio professionale;
    • dà titolo preferenziale per la partecipazione alle attività relative alle consulenze o ricerche affidate alle Università con convenzioni o contratti da altre PA, enti o privati.